Samuele Rosano: “Dobbiamo aspettarci un calcio diverso”

Samuele Rosano, centrocampista di qualità e quantità dell’Unipomezia, ha vissuto l’emergenza Coronavirus da molto vicino. Appena sono state sospese le attività è tornato infatti dalla sua famiglia a Torino in Piemonte, una delle Regioni maggiormente colpite dall’epidemia. Questa la sua testimonianza: “Fortunatamente sono riuscito a tornare a casa prima che chiudessero tutto e stare con la mia famiglia mi ha sicuramente aiutato a vivere più serenamente la quarantena. Comunque mi sono allenato tutti i giorni restando a casa, anche perché l’incognita di poter riprendere il campionato c’era. Inoltre, la mia bisnonna ha contratto il Covid ed è stata ricoverata. Dopo due settimane lo aveva sconfitto nonostante avesse 90 anni. Poi purtroppo è venuta a mancare per altre patologie ma il fatto di essere guarita dal virus alla sua età è stato comunque un bel messaggio di speranza per tutti. Qui la situazione è sicuramente più pesante rispetto al Lazio, speriamo di tornare quanto prima alla normalità”. Analizzando invece la situazione calcistica Rosano afferma: “Ad oggi credo sia impossibile riprendere a giocare e mi trovo pienamente d’accordo con l’eventuale sospensione definitiva della stagione. Lo dobbiamo a tutte le vittime che ci sono state e a chi ogni giorno rischia la propria vita per metterci in salvo. Mi auguro però di ripartire il prima possibile, anche io come tanti altri ragazzi facciamo del calcio il nostro lavoro e adesso stiamo vivendo un periodo complicato”. Che ripartenza aspettarsi? “Sicuramente – prosegue Rosano – sarà molto emozionante tornare a giocare ma mi aspetto un calcio decisamente diverso, soprattutto nei primi mesi. Le difficoltà economiche saranno tante e mi chiedo quante squadre riusciranno ad iscriversi il prossimo anno. Inoltre, credo sia fondamentale ripartire con delle strutture all’altezza, soltanto così avremo la possibilità di vivere meglio questo sport”.

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