Finalmente Solimina: “Erano 20 anni che inseguivo questo trofeo”

Chiude l’intervista visibilmente emozionato, con gli occhi che trattengono la commozione. A microfoni spenti, lui che per tutti è un duro, si lascia scappare: “Mi avete fatto uscire le lacrime davvero”. Il tecnico dell’Unipomezia, Claudio Solimina, voleva questo successo a ogni costo, e ora che lo ha ottenuto scherzando dice: “Questa Coppa per due volte era rimasta nelle mani degli altri, avevo vinto quella di Serie D, ma in categoria ho perso due finali. Erano venti anni che la inseguivo, ora posso anche smettere – ride, ndr –” Sulle dinamiche della partita l’analisi è molto lucida: “Ho una rosa importante, se prendi informazioni sulle squadre avversarie devi essere in condizione di cambiare sistema di gioco e qualche uomo. Sapevo che loro facevano 4-3-3, noi ci siamo messi 3-4-1-2 con i due centrocampisti a lavorare sulle loro mezzali e il trequartista sul vertice basso. La squadra era concentrata in questi ultimi giorni, ha lavorato bene, ero molto fiducioso. Quando sono arrivato mentalmente era spenta, veniva da risultati altalenanti, con sei sconfitte, forse peccava sotto l’aspetto caratteriale. Siamo cresciuti tanto in personalità, abbiamo cambiato qualosa a livello tattico, poi giocatori con questa qualità le partite, se vogliono, le vincono”. Il tempo per la festa però sarà breve: “Stasera sicuramente festeggeremo, però da domani dobbiamo pensare a domenica. Sfideremo la Valle del Tevere, che è in ritardo in campionato ma è un gruppo di qualità, poi ce la vedremo con il Ladispoli in trasferta e la Vis Artena in casa, ci attendono quindici giorni importanti prima della trasferta in Sardegna”. Poi il finale: “Oggi eravamo a pranzo con il Presidente, mi è arrivato un messaggio della mia nipotina, di due anni e mezzo. Mi ha detto “auguri nonnino, auguri nonnino!” e mi ha fatto molto emozionare. La dedico a lei… È la mia vita”.

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