Andrea Casciotti: “Ripartire solo quando non ci sarà alcun rischio”

Proseguiamo il giro di telefonate con un altro veterano dell’Unipomezia, un giocatore che nel recente passato del club di patron Valle ha rappresentato uno dei pilastri della squadra. Stiamo parlando del “Ministro della difesa” Andrea Casciotti, con cui abbiamo riflettuto sul momento, se è giusto o meno fermarsi definitivamente e su come potrebbe ripartire il calcio dilettantistico. Parola a lui. “Tutti noi stiamo vivendo una situazione che ci ha letteralmente investito, ma dalla quale dobbiamo comunque cercare di trarne i lati positivi. Se è vero che da una parte siamo stati privati di cose a cui eravamo quotidianamente legati, dall’altra abbiamo potuto riscoprire il sapore di altre. Vivere ad esempio la famiglia con più attenzioni. Proprio qualche giorno fa mio figlio ha compiuto un anno e difficilmente, considerando tutti gli impegni che si hanno solitamente, avrei potuto viverlo così pienamente. Inoltre, credo di rientrare senza dubbio nella categoria dei privilegiati. Mio fratello è infermiere e per diverso tempo è stato impiegato anche nel reparto Covid, perciò mi ha fatto capire che vuol dire stare dall’altra parte. È ovvio che da sportivo il calcio manca, ma in questo momento è giusto che lo sport passi in secondo piano anche se fa bene praticarlo. La salute viene prima di tutto e ad oggi non possiamo assolutamente replicare alle restrizioni che sono state adottate”. Il prossimo venerdì potrebbe arrivare ufficialmente lo stop definitivo della stagione 2019/20, in tal senso Casciotti afferma: “Al momento non ci sono sicuramente né condizioni, né tempo per riprendere il campionato. Di conseguenza credo sia più opportuno pensare già alla prossima stagione e come ripartire”. Resta però da capire come verranno giudicate promozioni e retrocessioni. “In merito non saprei esprimermi con certezza. Sicuramente sta agli organi competenti valutare questi criteri, in ogni caso sarà una decisione molto difficile da prendere”. Ripartire a settembre è possibile? I giocatori si sentiranno al sicuro? “Personalmente finché non ci sarà un vaccino, o comunque la totale garanzia di poter stare tranquilli, non riprenderei a giocare, soprattutto pensando a chi mi sta accanto come ad esempio mio figlio, la mia compagna o i miei genitori. Spero quindi che si trovino le giuste misure per ricominciare senza alcun rischio, ma sono sicuro che riusciremo a ripartire e torneremo più forti di prima”.

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